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Stress e peso ideale: perchè la tensione può farti ingrassare

Gestione dello stress

Hai mai notato come nei momenti di maggior tensione tendiamo a preoccuparci meno della nostra salute? Pensiamo solo al lavoro da finire e alla scadenza, oppure alle mille incombenze che abbiamo.

Ma perchè succede? Che cosa può comportare?

Le cause del tuo stress: gli stressors

Ciò che causa agitazione e tensione nella tua vita viene chiamato stressor: non è altro che l’evento stressante in sè, che ti porta a “reagire” contro di loro utilizzando la reazione fisiologica comunemente detta stress.

Tuttavia non dobbiamo pensare che una situazione difficile venga vissuta allo stesso modo da tutti: ogni persona ha il suo modo personale e la sua tolleranza a sopportare gli eventi che causano tensione, dovuta a come vedono e percepiscono lo stressor (tale fase di “riconoscimento” e prendere atto della situazione viene chiamata “valutazione primaria“) e da come riescono a fronteggiarla (“Coping“).

Davanti a una stessa situazione, quindi, due persone diverse possono reagire in maniera completamente diversa, e quella che per uno è solo un inconveniente potrebbe invece essere visto dall’altro come un problema difficile da superare efficacemente.

Lo stress non e’ tutto uguale

Spesso pensiamo che sia sempre negativo, ma in realtà è doveroso fare una distinzione; esiste infatti sia lo stress buono (eustress) che quello cattivo (distress).

Il primo è quello che interviene dopo sollecitazioni ambientali che noi riteniamo “positive”, costruttive ed interessanti, e ci spinge ad adattarci alla nuova situazione, che potrebbe essere una promozione lavorativa, l’inizio di un nuovo lavoro che troviamo gratificante e che ci piace, o semplicemente una sfida con noi stessi, come iniziare un nuovo sport o imparare qualcosa di nuovo e stimolante.

Il problema giunge solo quando interviene il secondo tipo, detto distress: questo caratterizza i momenti negativi e difficili della nostra vita, ad esempio un periodo di forte pressione lavorativa, un lavoro che non ci piace, problemi familiari o di salute.

Il distress può causare disturbi inizialmente lievi (come mal di testa, agitazione, distrazione) ma che, in caso di stress cattivo cronico, può facilitare l’insorgere di altre malattie e fattori che possono peggiorare la qualità della nostra vita (ad es. insonnia e pressione alta).

Oltre a queste malattie, che possono essere viste come temporanee, non riconosciute o viste come “una conseguenza naturale del lavoro”, possono esserci però anche delle conseguenze dal punto di vista del metabolismo e del nostro peso corporeo.

Il legame stress-dieta

Per essere il più onesti possibile, essere stressati può portare sia ad una perdita di peso che ad un aumento: quando siamo tesi e preoccupati per qualcosa, infatti, possiamo o perdere l’appetito e saltare i pasti, o avvertire quella fame nervosa che ci spinge a mangiare indiscriminatamente e a non dare importanza al cibo che mangiamo, che spesso è cibo poco salutare.

Questo accade perchè in una situazione difficile vengono rilasciati due ormoni: adrenalina e cortisolo.

Il primo prepara il nostro corpo all’azione, aumenta l’attenzione e minimizza il nostro impulso a mangiare, poichè dobbiamo focalizzarci sul compito da portare a termine. Tuttavia, questo ormone scompare e rimane nel flusso sanguigno soltanto il cortisolo, che è il diretto responsabile della nostra attitudine a mangiar male quando siamo stressati.

Infatti il cortisolo spinge a mangiare cibi meno sani, ed è stato inoltre osservato che livelli alti di cortisolo sono correlati anche a maggiori livelli di grasso addominale, che a sua volta porta più infiammazioni e problemi cardiocircolatori rispetto al grasso immagazzinato altrove.

Per riassumere, possiamo dire che un alto livello di cortisolo può danneggiare la nostra dieta e la nostra salute in vari modi:

  • spingerci a mangiare cibi meno sani, tra cui junk food;
  • mangiare non per fame ma per appetito e ricerca di un modo per sfogare la tensione accumulata (la cosiddetta fame nervosa);
  • essere così concentrati nel portare a termine il lavoro che non si pensa più a fare un pò di attività fisica;
  • bere poco (a volte per reintegrare i liquidi sentiamo fame, e questo è il motivo per cui si raccomanda di bere spesso anche durante i pasti);
  • saltare i pasti per la fretta;
  • dormire poco
  • cercare soluzioni improvvisate per perdere peso (anche in diete alla moda senza alcun fondamento scientifico).

 

correlazione stress-aumento di peso

Come imparare a convivere e combattere lo stress cattivo

Nonostante tutti gli effetti negativi elencati, lo stress non è un nemico invincibile: ciò che lo rende pericoloso è semplicemente il venir considerato come “una cosa normale” o un “compagno” di quando si lavora. Inoltre, quando ci accorgiamo di essere stressati, è spesso già comparso un sintomo o una conseguenza evidente, come la difficoltà a dormire, la pressione alta o la consapevolezza di essere soggetti alla fame nervosa.

Per combatterla quindi serve fare sacrifici enormi?

La risposta è semplice: per combattere lo stress non servono sacrifici immensi.

Una delle cose più importanti è prendersi più tempo per sè, rendersi conto della propria situazione e cominciare a fare dei piccoli cambiamenti, a piccoli passi: che sia un momento in più per sè stessi, imparare a meditare, leggere un libro o fare qualcosa che ci faccia smettere di pensare al lavoro.

Questo serve anche per la perdita di peso da stress: avendo più lucidità ci sarà più facile controllarci, ricordando anche che lo sport e l’attività fisica oltre a far dimagrire e far bene al corpo sono anche utilissimi per sfogarsi e liberare la mente, anche se per il tempo di una semplice camminata o corsa.

Inoltre esistono numerose tecniche per la gestione dello stress, che permettono di tenerlo sotto controllo e avere più consapevolezza di sè stessi (puoi trovarne alcuni sul sito sui consigli contro lo stress, dove troverai anche test informativi sullo stress per avere una maggiore consapevolezza di te stesso e del tuo equilibrio lavorativo/personale).

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