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Polipo nasale, come eliminare questo fastidio

Curare polipo nasale

Il polipo nasale è una neoformazione della mucosa e molti si chiedono come si fa a eliminare questo fastidio. Oggi la medicina più avanzata riesce a trattarli ambulatoriamente in modo indolore e mininvasivo con nuove tecniche medicali.

Ecco cosa sono i polipi nasali, che sintomi danno e come curarli con la chirurgia laser.

Cosa sono i polipi nasali

Come già accennato il polipo nasale si forma a partire dalla mucosa, come fosse un prolungamento di essa e tende a occupare tutto lo spazio possibile che ha intorno.
Spesso la poliposi nasale comporta la presenza di più neoformazioni, che vanno prontamente asportate, per non creare problemi di respirazione.

Sono comunque neoplasie benigne.
La poliposi nasale tende a diventare cronica, nel senso che è soggetta a recidive.

La localizzazione dei polipi nasali è di solito in corrispondenza dell’osso frontale e mascellare, più precisamente nelle fosse nasali e nei seni paranasali.

Il fatto che si origini dall’infiammazione della mucosa lascia intendere che sia la conseguenza di una patologia pregressa, come la sinusite cronica, il setto nasale deviato, l’ipertrofia dei turbinati, ma anche di allergie, come la rinite e l’asma bronchiale.

Quando la poliposi nasale non si presenta nella forma grave si può intraprendere una terapia farmacologica, mentre nei casi gravi è necessario un intervento chirurgico con il laser o con le procedure tradizionali, in base al singolo caso.

L’obiettivo della chirurgia endoscopica nasale è quello d inibire le recidive per ritardarle quanto più possibile.

Le cause dei polipi nasali

Ancora oggi la medicina ufficiale non ha trovato una vera e propria causa dei polipi nasali.
Tutte le considerazioni su cosa li provoca sono ipotetiche e riguardano diverse teorie, come:

  • una trasformazione della mucosa irritata a causa di sostanze chimiche, germi o altro che provocherebbero l’insorgenza della poliposi nasale;
  • l’intolleranza o l’allergia all’acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’Aspirina), o di altri farmaci antinfiammatori, che provocherebbero l’infiammazione stessa che tende a cronicizzarsi, attraverso molecole che fanno capo all’acido arachidonico;
  • la stessa infiammazione nasale sarebbe mediata da cellule come gli eosinofili che producono le Ige (anticorpi) che si attivano con le allergie e quindi formerebbero i polipi nasali;
  • le disfunzioni della ventilazione nasale a causa di altre patologie e quindi la scarsità di ossigeno ai tessuti poterebbe alla formazione della poliposi nasale;
  • un anomalia funzionale nel sistema neurovegetativo che in corrispondenza delle innervazioni delle mucose creerebbe i presupposti per questo disturbo;
  • l’inalazione di sostanze irritanti nelle lavorazioni industriali di particolari categorie di lavoratori;
  • fattori ereditari predisponenti;
  • infezioni dovute alla presenza di colonie batteriche o fungine che cronicizzano.

Quali sintomi provocano i polipi nasali

Quando si formano i polipi nasali c’è sempre una compromissione più o meno grave del passaggio dell’aria nelle narici interessate.
Questa patologia, come già detto, si associa sempre alla presenza di un problema pregresso, come sinusite cronica, ipertrofia dei turbinati, ecc. creando un complesso quadro clinico.

I sintomi sono contestuali alla sua tendenza a cronicizzare e in genere si manifestano con un’ostruzione nasale, perdita parziale o totale dell’olfatto nei casi gravi, produzione di catarro e secrezioni, ma anche una maggiore facilità a contrarre infezioni delle vie aree superiori.

L’efficacia dell’intervento chirurgico è radicata nella diagnosi e nell’asportazione precoce, sempre dopo essersi sottoposti a un’attenta visita specialistica dell’otorinolaringoiatra.

È più facile, infatti, riuscire a ripristinare la situazione clinica precedente alla formazione dei polipi nasali intervenendo per tempo, mentre quando sono a uno stadio avanzato potrebbe non essere più possibile.

In alcuni casi crescono fino a spostare le ossa nasali e a creare deformazioni facciali, che interessano anche la salute degli occhi e del cervello.

C’è anche il rischio di perdere sia il senso dell’olfatto che del gusto, senza più possibilità di recuperarli.

Altri sintomi sono:

  • mal di testa;
  • gocciolamenti di muco retro nasale e dalle narici;
  • tosse;
  • infezioni recidive delle alte vie aeree;
  • riduzione dell’udito, con suoni ovattati;
  • perdita di sangue dal naso;
  • roncopatia e apnee notturne;
  • asma che peggiora;
  • facile affaticamento sotto sforzo;
  • alitosi.

Diagnosi e cura dei polipi nasali

La diagnosi viene redatta dal medico specialista in otorinolaringoiatria.
Per verificare la presenza dei polipi nasali è necessario l’esame endoscopico fino ai seni paranasali e potrebbe essere effettuata anche la TAC senza contrasto, per essere certi di poter procedere con la demolizione dell’osso etmoide.
I test allergometrici, infine, forniscono l’informazione importante relativa alla stadiazione dei polipi nasali.

Le cure per la poliposi nasale

È bene subito chiarire che quando si formano i polipi nasali, la terapia farmacologica è solo palliativa, in attesa dell’intervento. In questo caso, infatti, l’assunzione di farmaci comporterebbe un periodo terapico troppo lungo che potrebbe provocare seri problemi, soprattutto riguardo alla presenza del cortisone.

Al contrario, risulta efficace quando il trattamento è già avvenuto, in quanto è stato dimostrato che limita le recidive o comunque le ritarda.

Rimangono sempre efficaci i farmaci antistaminici e, appunto, i cortisonici sotto forma di capsule, spray o punture.
Non danno alcun beneficio, invece, le inalazioni effettuate con aerosol o presso le terme e neppure i rimedi omeopatici o l’agopuntura.

I sintomi indicativi della necessità di un intervento chirurgico sono la perdita dell’olfatto e le difficoltà respiratorie.
Questo indica che non è più rimandabile e deve essere fatto, avendo 2 alternative possibili: la chirurgia endoscopica tradizionale, che si esegue in anestesia generale con un microdebrider. Questo strumento aspira i polipi nasali, eliminando l’osso etmoide sul quale solitamente crescono.

L’altra tecnica chirurgica è quella al laser in regime ambulatoriale e con anestesia locale.
In tal caso il fascio di luce vaporizza i polipi e nessuna struttura ossea, cartilaginea o delle mucose viene in alcun modo danneggiata.
Si tratta, appunto, di un trattamento mininvasivo, che riduce anche le perdite ematiche e permette di tornare alla propria vita fin da subito.

Non c’è necessità di ricovero, il dolore è quasi del tutto assente e il risultato potete contrastarlo fin da subito.
La scelta della tecnica chirurgica operata dall’otorinolaringoiatra con il laser dipende dal singolo caso, dal numero e dalle dimensioni di polipi nasali e dalla sede.

I vantaggi di questa tecnica sono diversi e riguardano la possibilità di operare anche pazienti cardiopatici o con diabete, non prima di aver sospeso l’assunzione di anticoagulanti, come la Cardioaspirina, ma anche la possibilità di liberare contestualmente i seni paranasali, drenando l’eventuale presenza di muco batterico.
Inoltre, l’anestesia viene fatta con uno spray e l’intervento può essere ripetuto anche più volte, nel caso fosse necessario.

La terapia chirurgica con il laser può avere una durata variabile, in base a quanti polipi nasali vanno asportati, dalla loro posizione e dal numero.
In genere l’intervento non supera un’ora e mezza.

Se pensate di avere un polipo nasale non esitate a contattare tramite il suo sito il dottor Alessandro Valieri, noto per la sua professionalità, la competenza e il fatto di tenersi sempre al passo con le tecniche della laser-terapia all’avanguardia nel campo dell’otorinolaringoiatria in cui è specialista.

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