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Mascherine fatte in casa, i test le promuovono in sicurezza

Distanziamento e mascherine

Le mascherine di stoffa, lavabili, e magari fatte in casa, sono efficaci come le mascherine chirurgiche.

Lo confermano una serie di test di sicurezza sponsorizzati da un sito internet, che ha sottoposto una ventina di mascherine di vario tipo, materiale e prezzo a test di laboratorio che ne hanno accertato la capacità di filtrare le goccioline portatrici del virus e la qualità della respirazione attraverso di esse. Sono state inoltre valutate la vestibilità, la completezza delle informazioni riportate in etichetta e la facilità di manutenzione.

I risultati ottenuti sono stati più che accettabili: le mascherine di stoffa bloccano fino al 90% delle goccioline, ma ovviamente dipende dalla qualità della stoffa.

Inoltre, mantengono inalterate le proprie caratteristiche anche dopo il lavaggio, che deve avvenire a 30° in lavatrice o con acqua calda a mano. Non è necessario sottoporle a particolari procedure di igienizzazione: un detergente neutro è più che sufficiente.

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Mascherine fatte in casa: le precauzioni da prendere

L’unica precauzione da prendere è verificare che gli elastici non si siano allentati e che la mascherina non si sia deformata, poiché la perdita di aderenza può comprometterne l’efficacia.

Inoltre, questo tipo di mascherine sono facilmente smaltibili, soprattutto se realizzate in materiali naturali, come ad esempio il cotone. E, all’occorrenza, possono essere abbinate all’abbigliamento… per un’eleganza al di sopra di ogni evento.

Va da sé che si tratta di prodotti che vanno bene per l’uso quotidiano durante le attività della nostra vita – in ufficio, sui mezzi di trasporto, a scuola, – ma non in ambiente sanitario, dove l’esposizione continua al virus e le forti cariche virali richiedono una protezione assai più certificata.

Per questi ambienti, sono necessarie mascherine con una capacità filtrante al di sopra del 94%, contrassegnate dalla marcatura CE, che ne certifica l’ottemperanza ai requisiti di legge. Questa certificazione può dunque essere rilasciata solo alle mascherine chirurgiche o, meglio ancora, ai modelli FPP2 e FPP3, che offrono protezione in due direzioni.

Per noi comuni mortali, una buona mascherina “di comunità” può essere sufficiente per garantirci la protezione dal contagio.

Il suo utilizzo dovrà, però, essere sempre accompagnato dal buon senso e dal rispetto delle norme in vigore per contrastare la pandemia: sanificazione di mani e superfici con disinfettanti e detergenti e rispetto della distanza sociale.

A questo proposito, c’è da lodare l’idea di chi ha brevettato la mascherina di stoffa stampata con disegni imbarazzanti: se si riesce a vederli allora si è troppo vicini. Una provocazione, certo, ma anche un divertente deterrente.

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