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Le regole per invecchiare in salute

Le regole per invecchiare in salute

Dati recenti prodotti dalle Nazioni Unite sostengono che la popolazione anziana potrebbe essere pari al doppio di quella infantile nei paesi sviluppati entro i prossimi 30 anni mentre, nei paesi in via di sviluppo, gli anziani raddoppieranno di numero.

Se la vita si allunga, dunque, è essenziale essere coscienti di cosa significhi invecchiare per poter affrontare la terza età nelle migliori condizioni di salute possibili.

Non è infatti l’età che avanza ad incrementare il rischio di malattie, ecco perché bisognerebbe puntare ad invecchiare in buona salute, conservando cioè la salute fisica e mentale, prevenendo le malattie e mantenendosi indipendenti.

Il numero e l’entità dei problemi di salute degli anziani sono diversi, ma la maggior parte può essere prevenuta agendo sullo stile di vita.

Uno stile di vita sale prevede una regolare attività fisica, la scelta di alimenti salubri e la rinuncia al fumo; oltre a questo, è importante sottoporsi regolarmente a controlli medici. Queste abitudini sono  preventive contro le malattie, da quelle più comuni a quelle più gravi e invalidanti come Diabete, Osteoporosi, Alzheimer e Tumori.

Tra le patologie meno gravi ma più comuni c’è senz’altro la dispnea, un affaticamento respiratorio  che porta affanno soprattutto su scale e salite. In questi casi è bene parlare col Medico poichè la dispnea potrebbe essere sintomatica di problemi cardiaci, respiratori, o di anemia, pericolosi per la salute. Va da sé che, prima di tutto, bisognerebbe eliminare il sovrappeso e il fumo, che sono dei grossi fattori di rischio.

Anche la frequente perdita di equilibrio è un sintomo che, invecchiando, non va trascurato poiché potrebbe essere il campanello d’allarme di patologie più serie di carattere neurologico e/o neurodegenerativo. Non da meno, una caduta – per un anziano – può comportare trami e conseguenze anche gravi sulle facoltà motorie.

Un’altra patologia comune, legata all’invecchiamento e connessa – in caso di traumi – alle capacità motorie dell’individuo è l’osteoporosi. Si tratta di una diminuzione della massa ossea che causa l’indebolimento delle ossa. Questa fragilità espone ad un più alto rischio di fratture, soprattutto per i polsi, le vertebre e il femore.

Per valutare lo stato di salute delle proprie ossa è sempre possibile ricorrere alla mineralometria ossea computerizzata (MOC). Inoltre, non è raro che un paziente, dopo una caduta, non riesca più a tornare autonomo, a causa del danno psicologico che ne deriva.

Anche il diabete rientra tra le patologie comuni della terza età. Questa malattia dipende da un’eccedenza di glucosio nel sangue dovuta ad alterazioni quantitative o funzionali dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas. Se non diagnosticato e curato per tempo, il diabete può avere conseguenze anche gravi su vista, reni e sistema nervoso.

Tra le più note e gravi patologie, infine, troviamo le demenze senili, come l’Alzheimer, caratterizzate da una disfunzione delle funzioni cerebrali che conduce al declino delle facoltà cognitive.

In genere, i primi sintomi sono associati a  piccole dimenticanze, che vanno via via aumentando fin quando il paziente non è più in grado di riconoscere i propri cari e compiere le attività più semplici in autonomia e sicurezza. Questa condizione modifica in modo radicale la qualità della vita dell’individuo e quella di chi gli è accanto.

Se è dunque vero che la “terza età” espone maggiormente al rischio di malattie, è altrettanto vero che le abitudini di vita possono giocare un ruolo essenziale nella prevenzione: la prima regola per mantenersi in salute, infatti, è imparare a prendersi cura di sé.

Per far questo, la Struttura Sanitaria Curie di Cologno Monzese ha realizzato un opuscolo informativo che possa servire come vademecum, con poche e semplici regole di prevenzione e uno spazio dedicato alle note personali di salute, che possono essere utili per il paziente e per chi se ne prende cura. L’opuscolo è disponibile cliccando qui

“Invecchiare è un privilegio e una meta della società. È anche una sfida, che ha un impatto su tutti gli aspetti della società del XXI secolo” (OMS)

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