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Combattere il bullismo: consigli pratici

combattere il bullismo

Sempre più spesso l’Agenzia investigativa Roma Verdile Investigazioni viene coinvolta per risolvere casi più o meno gravi di bullismo. Per questo in questo post vogliamo proporre alcuni consigli pratici utili a tutti per combattere il bullismo.

Una definizione di bullismo

Con il termine bullismo ci si riferisce all’ un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona – o da un gruppo di persone – più potente nei confronti di un’altra persona percepita come più debole.”

Generalmente si tratta di comportamenti che alcuni ragazzi mettono in atto durante la scuola per sopraffare i compagni e che, a poco a poco, portano alla mancanza di autostima della vittima degli attacchi. Cosa fare e come comportarsi in caso di bullismo? Scopriamolo assieme.

Spettatori di bullismo: come aiutare la vittima?

Chi è spettatore di una prepotenza può far intervenire un adulto o un’autorità oppure esprimere la sua disapprovazione per il comportamento prevaricatorio. Un’altra strategia valida è l’aiuto diretto alla vittima, che in questo modo si sente supportata e si convince a chiedere aiuto. Un gruppo compatto contro il bullo mette immediatamente fine al comportamento dannoso.

Il consiglio generale è adottare comportamenti assertivi, che permettono a vittima e spettatori di affermare il loro punto di vista es esprimere opinioni ed emozioni. Il risultato è un ambiente di discussione in cui nessuno prevarica o è prevaricato.

Genitori: cosa fare se si pensa che il figlio sia vittima dei bulli

Il bullismo è ancora un fenomeno sconosciuto ai più e sono ancora rari i casi di genitori che si rivolgono ad un Investigatore privato Roma.  Questo accade perché la vittima raramente si confida con gli adulti e racconta le violenze subite, preferendosi chiudere su se stessa per paura di subire attacchi ancora più gravi.

Non solo: la vittima di bullismo si vergogna di essere debole e non saper reagire, sentendosi diverso dagli altri. A questo punto la famiglia deve imparare a comprendere il figlio e a riconoscere i segnali del disagio, preoccupandosi di:

  • aumentare l’autostima del figlio/figlia
  • aiutare il figlio/figlia a diventare assertivo
  • stimolare il figlio/figlia a stabilire reazione con i coetanei e non isolarsi.

Quali sono i segnali che fanno capire che il ragazzo/a sono vittima dei bulli

Dal momento che la vittima è restia a confidarsi è importante che i genitori e gli insegnanti conoscano e si accorgano dei segnali che indicano la presenza di atti di bullismo:

  • trovare scuse per non andare a scuola o chiedere di essere accompagnati;
  • fare richieste di denaro frequenti;
  • tornare da scuola tesi o tristi;
  • presentare lividi, tagli, graffi;
  • dormire male;
  • raccontare di non avere nessun amico;
  • non raccontare cosa avviene a scuola.

Il nostro consiglio è prestare attenzione qualora si presentassero situazioni simili e indagare in modo discreto sulla vita di relazione a scuola.

Cosa possono fare gli insegnanti per combattere il bullismo

Non solo i genitori, ma anche gli insegnanti hanno un ruolo attivo nella lotta al bullismo. In questo caso la docente può intervenire nel seguente modo:

  • organizzare dibattiti sul tema in classe;
  • effettuare un’attenta attività di controllo durante la ricreazione e in mensa;
  • elogiare e sanzionare i ragazzi per cambiarne il comportamento;
  • individuare nella classe gli studenti leader che possono aiutare le vittime di bullismo;
  • scrivere poche e semplici regole di comportamento da far rispettare in aula;
  • convincere la vittima di bullismo a raccontare cosa succede.

Non sempre i ragazzi hanno a disposizione le armi per combattere da soli il bullismo e il contributo di spettatori, genitori ed insegnanti è fondamentale. Se subisci prepotenze o sai che qualcuno è vittima di prepotenze – indipendentemente dal tuo ruolo – è importante coinvolgere un investigatore privato, che saprà aiutare la vittima delle aggressioni.

 

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