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Casa di riposo: quando arriva il momento?

case di risposo

Può accadere, ad un certo punto della vita, che un familiare (spesso un genitore o un nonno) non riesca più a provvedere alle proprie necessità in completa autonomia. A volte la situazione è generata da una malattia invalidante, altre volte da un progressivo decadimento fisico derivante dall’età: in ogni caso si avverte una crescente necessità di attenzione, protezione e soprattutto assistenza.

Spesso i figli ed i nipoti prima cercano di integrare soluzioni graduali, come una domestica che si occupi delle pulizie, o una presenza più assidua come una badante, in grado di sbrigare le commissioni ed essere presente per interagire con l’anziano. Quando però le condizioni sanitarie peggiorano drasticamente, per esempio con problemi cognitivi come l’Alzheimer, diventa necessario valutare altre strade assistenziali.

I primi sintomi

A volte basta uno sguardo attento per cogliere i problemi che affliggono sempre più frequentemente gli anziani, altre volte arrivano direttamente delle richieste di aiuto a fronte di situazioni di parziale invalidità. La scarsa cura per la casa o per l’igiene personale spinge i famigliari ad intervenire ed essere sempre più presenti nella vita dell’anziano, spesso isolato dall’accesso ad una normale vita sociale.

Per quanto ci si sforzi, magari coinvolgendo anche i parenti o una badante, sembra che ogni azione sia inefficace a mantenere stabile la situazione. Nonostante le attenzioni l’anziano può diventare inappetente e sempre più restio alle interazioni sociali. È quindi necessario valutare il trasferimento presso una struttura dedicata.

Quale struttura per anziani è la più adatta?

Questa è senz’altro una delle domande più frequenti che si pongono i famigliari. E la risposta, in effetti, può non essere semplice. Il principale fattore che incide è senz’altro la condizione fisica dell’anziano. Per quanto riguarda gli anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti la scelta è più semplice poiché esistono struttura apposite come Comunità Alloggio per Anziani (comunemente dette “Case famiglia”) che possono offrire un ambiente caloroso e famigliare all’ospite, che riceve un gran numero di servizi dedicati ad un costo accessibile.

Se invece si riscontrano malattie croniche o invalidanti, che tipicamente richiedono un’assistenza medica ed infermieristica, la situazione è totalmente differente. La struttura più adatta è senza dubbio sua RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) che prevedere un monitoraggio continuo dei pazienti, spesso in forti difficoltà. Di conseguenza anche i costi di gestione saranno più rilevanti.

Come gestire il passaggio dell’anziano verso una struttura?

Abbiamo raccolto la testimonianza di Alessandro Bonafiglia, titolare della casa famiglia Borgo Virginia, situata a Rocca Susella, in provincia di Pavia: “Il primo passo è parlare con l’anziano e condividere le proprie preoccupazioni per il suo stato di salute. È utile che preda coscienza della necessità di ricevere un aiuto professionale. Se la strada di un ricovero presso una struttura è accettabile, si valutano insieme le necessità e si conferma la propria disponibilità ad effettuare in ogni caso visite frequenti presso la struttura, sia per controllare il livello del servizio ricevuto (che può variare in maniera consistente), sia per mantenere vivo il rapporto con l’anziano”.

Uno degli aspetti che però non vanno trascurati è anche l’impatto sui caregivers, ovvero tutte le persone che fino a quel momento hanno contribuito ad assistere l’anziano. È utile comprendere che talvolta la gestione delle incombenze quotidiane (accompagnare l’anziano ad una vista medica, fare la spesa, pulire casa, dedicare attenzione, ecc) possono diventare gravose e sottrare occasioni di tranquillità al nucleo famigliare. Il ricorso ad una struttura specializzata, non solo aumenta il benessere dell’ospite, ma rende più lieve e gestibile l’impegno dei caregivers, costruendo un migliore equilibrio per l’intera famiglia

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