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Body Shaming: far vergognare qualcuno del proprio corpo

BODY SHAMING RIGONI PALMIGIANO

Body (corpo) e shaming (vergogna).  “Giudicare le forme del corpo delle persone, dalla taglia alla forma e al colore con lo scopo di causare vergogna nell’interlocutore criticandolo, con insulti reiterati di varia gravità, crudeltà, intensità, in particolare attraverso il web e i social network. Un fenomeno in crescita le cui vittime e/o autori non sono solo adolescenti, ma anche tante, tantissime volte soggetti adulti.

“Ma quanta cellulite”, sei uno scaldabagno, sei un’acciuga, se passa il vento ti porta via”, questi sono solo alcune delle vessazioni perpetrate nei confronti delle vittime, uomini e donne non fa la differenza.

Ne parliamo con la dottoressa Serena Rigoni, esperta di bullismo e cyberbullismo e la dottoressa Maria Rosaria Palmigiano, che da anni si occupa del fenomeno della violenza in tutte le sue declinazioni.

 

Dottoressa Rigoni, il body shaming è un fenomeno in crescita in cui viene preso di mira unicamente il corpo e le sue caratteristiche. Ma è così importante per un adolescente l’aspetto fisico?

L’aspetto fisico in adolescenza non solo è importante, ma è centrale nel processo di formazione dell’identità e diventa una vera e propria ossessione per alcuni. il corpo è uno strumento di comunicazione, l’ultimo confine tangibile tra sè e l’altro, è il nostro biglietto da visita. Nel corso della crescita i ragazzi devono fare i conti con un corpo che cambia velocemente, temono di non piacere e si focalizzano su tutto ciò che per loro rappresenta un possibile difetto. Avolte diventano dei giudici severissimi di sè stessi e difficilmente sono soddisfatti del proprio aspetto. Il body shaming è l’esternazione disfunzionale di questo meccanismo in un contesto in cui l’autostima si misura a suon di like e commenti sui social network.

 

Dottoressa Rigoni, questo è dovuto soprattutto alla società di oggi, che attraverso la pubblicità e la televisione, ci propone dei modelli perfetti, corpi scultorei e visi senza anestetismi?

I modelli proposti dalla società, dai media e dal web sicuramente trasmettono e acuiscono l’idealizzazione dei corpi stereotipati. I canoni di bellezza sono cambiati molto nel corso della storia e hanno portato oggi ad un’immagine di corpi-oggetto quasi immateriali se non plastificati. li chiamerei i “corpi irreali”. questo danneggia profondamente il meccanismo di accettazione di sè che gli adolescenti affrontano durante la crescita, nella conoscenza di un corpo vero non sempre perfetto. l’incontro con un corpo reale implica la rinuncia all’idealizzazione dei corpi stereotipati a cui il web ci abitua.

 

Dottoressa Palmigiano, solo donne contro donne, oppure no? Sappiamo che il fenomeno è diffuso anche tra gli adulti, e davvero non c’è limite alla cattiveria.

Il fenomeno non ha un copyright di genere. Anche gli uomini possono essere presi di mira per qualche chilo di troppo (fat shaming), o per l’eccessiva magrezza che può dar adito a giudizi denigratori (thin shaming).E proprio come accade per le donne, in soggetti particolarmente sensibili al giudizio altrui, la sofferenza può portare al ritiro sociale e al convincimento di non “andar bene”, di “non essere altezza”, tutte etichette che ledono profondamente l’autostima di chi ne è vittima. Ogni parola ha un peso ed incide sull’individuo che le riceve a seconda delle sue caratteristiche emotive e personali

 

Dottoressa Palmigiano, recentemente anche una nota casa di moda è stata offesa per aver fatto sfilare una modella che si discostava dai canoni classici.

Sì, portando avanti la campagna “body positivity”, basata sull’accettazione di sé e del proprio corpo e spostandosi pertanto dagli stereotipi classici e dai canoni imposti di bellezza femminile di donne alte e magre e perfette, la casa di moda ha scatenato gli attacchi dei body shamer, che hanno attaccato pesantemente la modella per il suo aspetto fisico, concentrandosi maggiormente sul suo naso, le sopracciglia e i suoi lineamenti.  Lo stesso è avvenuto tante altre volte quando sono comparse sulle copertine di alcune riviste foto di donne famose appena dopo una gravidanza, dove si sa il corpo non può presentarsi privo di anestetismi.

 

Dottoressa Rigoni, quando un ragazzo o una ragazza vengono presi di mira da questi bulli, qual è il messaggio che sente di dare loro?

Il body shaming è una vera e propria forma di violenza, e crea molta sofferenza in chi lo subisce, per questo va condannato apertamente. Ai ragazzi che incontrano questo tipo di esperienza, mi sento di suggerire di uscire dal senso di vergogna e di rifiuto, senza paura, interrompendo questo meccanismo di oggettificazione del corpo, perché gli aspetti fisici non riguardano ciò che siamo nel profondo. Manifestatevi, dichiarate guerra a questo tipo di comportamenti, esponetevi con coraggio! A questo proposito è già nato l’hastag #bodyshameingisforloser. insieme possiamo combattere questi fenomeni, anche utilizzando gli stessi strumenti ma con consapevolezza e sensibilità.

 

Dottoressa Palmigiano, ormai è chiaro: siamo di fronte a una vera e propria forma di violenza! Quali sono, dalla sua esperienza, i risvolti psicologici sulle vittime di bodyshaming? E che appello sente di dare?

 Sì, siamo di fronte ad una forma di violenza psicologica di tipo oppressiva e vessatoria che ha un impatto notevole sulla psiche di chi ne è vittima, oltre ad essere un fattore di rischio da non sottovalutare per l’insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare. difatti non sono i pochi casi in cui, a seguito di critiche ricevute sul proprio corpo, sia uomini che donne, di età variabili, si ritrovano intrappolate in un DCA. Se siete vittima di questa brutta forma di violenza, uscite dal silenzio e chiedete aiuto alle tante realtà che oggi si occupano del fenomeno per ritrovare la serenità e non essere più preda di questi malfattori. La perfezione non esiste e il bello è proprio lì, nella diversità e nell’imperfezione.

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