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Valutazione dell’impatto acustico: quello che dovresti sapere

consulenza acustica

La valutazione dell’impatto acustico (VIA) rientra tra le pratiche disciplinate dalla legge 447/95 ed è resa obbligatoria per un gran numero di insediamenti produttivi e commerciali, nel rispetto dei limiti sonori previsti, oltre che dalla citata normativa, anche dai singoli comuni. Vanno però fatte delle distinzioni a riguardo, perché sono previste procedure diversificate nel caso di opere esistenti o per quelle di nuova realizzazione.

Nel primo caso, in cui rientra ad esempio il classico cambio di destinazione dell’immobile per attività di altra natura, si renderà infatti necessaria una verifica empirica; nel secondo, come viene definita in gergo tecnico, di tipo previsionale. Approfondiamo ora questi aspetti.

Certificazioni di impatto acustico, come si svolgono i rilievi

Tutte le operazioni di certificazione dell’emissione sonora devono essere svolte da tecnici professionisti specializzati in acustica ambientale. Ciò detto, sempre nel caso di edifici pre-esistenti, sarà necessario effettuare un sopralluogo per eseguire i rilievi fonometrici e accogliere tutte le informazioni necessarie a redigere la relazione finale.

Queste misurazioni sono generalmente previste tanto all’esterno quanto all’interno della struttura, allo scopo di mantenere valori entro la soglia di salubrità. Una forma di tutela ambientale che mira quindi in due direzioni: verso i soggetti presenti nelle circostanze dell’insediamento, verso coloro che vivono l’ambiente produttivo.

Qualora dovessero invece emergere delle criticità, sarà di nuovo premura del tecnico consulente quella di indicare le migliori strategie di mitigazione del rumore. Si tratta in questo caso di operazioni di bonifica acustica che, facendo un ricorso mirato a materiali insonorizzanti e/o fonoassorbenti, permettono di rientrare nei parametri di legge stabiliti.

Diverso è invece il caso delle opere di nuova costruzione, per le quali non è possibile verificare in anticipo l’effettiva emissione. Si procede allora in modo predittivo, con quella che è chiamata “valutazione previsionale di impatto acustico”. Una strategia fondata su modelli di calcolo algoritmici che, analizzando i dati a disposizione, permette di stimare quale sarà la futura qualità dell’acustica.

Previsionale o applicata, quando è necessaria la valutazione dell’impatto acustico?

Secondo gli ultimi aggiornamenti normativi (D.P.R. 227/2011), la valutazione dell’impatto acustico è indispensabile per le opere pubbliche, comprese quelle infrastrutturali, ma anche per tutte quelle strutture che adottano impianti di filodiffusione, in cui si organizzano eventi musicali o, ancora più genericamente, che prevedono l’utilizzo di impianti particolarmente rumorosi.

Se a una prima impressione pare tutto semplice e abbastanza intuitivo, non sempre è così. Generalmente, quando si tratta di uffici, studi professionali, negozi o piccoli laboratori, non è richiesta alcuna certificazione, ma… è altrettanto vero che ogni caso richiede una valutazione specifica e non esistono categorie esentate in quanto tali.

Dunque, se in alcuni casi è comunque permessa la sostituzione della relazione tecnica con un’autocertificazione a firma del titolare dell’attività, per non scivolare sull’interpretazione della legge in materia è meglio richiedere delle consulenze acustiche professionali. A suggerire questa strada non è solamente il timore, fondato, di incorrere in sanzioni inaspettate, ma anche la necessità oggettiva di rispettare l’ambiente e chi, in quell’ambiente, vive e convive.

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