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Disoccupazione: segnali di ripresa nel settore lavorativo

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Si registrano segnali positivi di ripresa nel settore lavorativo, secondo i dati EUROSTAT e ISTAT. Numeri che fanno ben sperare per l’anno 2020.

Secondo quanto riportato dai dati EUROSTAT, la disoccupazione in Europa ha manifestato un piccolo ma significante miglioramento sul fronte del lavoro tra il 2013 e il 2019.

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In questi anni il tasso di disoccupazione è passato dal +10,9%, il dato più alto degli ultimi 10 anni registrato nel 2013, al +6,4%, un dato record rispetto al 2008 con il suo +7,0%.

Nel 2019, si è anche registrato un +4,1% di tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, lo stesso numero indicato tra 25 e 74 anni.

Un dato preoccupante invece si è raggiunto nel 2013, dove è stato rilevato un +11,3% di disoccupazione familiare, che ha visto l’occupazione nel settore lavorativo di bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 17 anni, appartenenti a quei nuclei familiari.

In Italia, nel decennio 2008-2018, il tasso di disoccupazione è aumentato vertiginosamente, facendo registrare nel 2014 un +12.7%, dato più alto registrato negli ultimi 35 anni.

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A risentirne maggiormente, nello stesso anno, sono state le regioni del Mezzogiorno, con la Calabria, la Sicilia, la Campania e la Puglia che hanno fatto registrare rispettivamente un +23,4%, +22,2%, +21,7% e +21,5%, e con un tasso che ha raggiunto valori compresi tra +20.4 % per i maschi e +24,2% per le femmine.

Dati molti significativi rispetto al Nord Italia, il quale ha fatto registrare, sempre nello stesso anno, una disoccupazione pari a +8,6% per i maschi e un +10,5% per le femmine.

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Nel 2019 i dati sono migliorati; infatti la disoccupazione al Sud ha fatto registrare un complessivo 14,9% per i maschi e 18,4% per le femmine, ovvero ripettivamente -5,5 % e -5,8%, mentre al Nord si è stato rilevato un 4,6% per i maschi e un 7,0% per le femmine, ovvero rispettivamente -4,0% e -3,5% (dati ISTAT).

Disoccupazione: La tendenza per i prossimi anni è confortante

Secondo i dati ISTAT ed EUROSTAT, aumentano i posti fissi e diminuiscono i dipendenti a termine, inoltre scende anche il tasso di inattività.

Tra gli occupati si osserva un aumento di persone in possesso di laurea o comunque di titolo post diploma, a fronte di una flessione degli occupati con tutti gli altri livelli di istruzione.

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Positivi, poi, i dati riferiti ai giovani: l’ISTAT stima infatti nella fascia 15-24 anni un incremento dell’occupazione  e una lieve flessione della disoccupazione, variazioni che producono un significativo calo del tasso di disoccupazione dal 36 al 33% e un aumento di quello di occupazione dal 18 al 19,5%.

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