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Il reato di calunnia: cos’è e come funziona

calunnia

Il codice penale e la calunnia

La calunnia è quel reato, previsto dall’articolo 368 del codice penale, con cui una persona accusa un’altra di avere commesso un reato, pur conoscendone la sua innocenza.

Calunnia: le pene previste.

È punita con la reclusione da due a sei anni, salvi gli aumenti di pena che sono previsti ai commi due e tre dell’articolo 368 e salvo ancora che non ricorrono altre circostanze aggravanti ed attenuanti.

Cos’è la calunnia

Il termine calunnia è di solito utilizzato nel linguaggio comune come sinonimo di diffamazione o ingiuria, ma tecnicamente si tratta di comportamenti totalmente diversi.

Sono accumunati tutti e tre dal fatto di rappresentare offese all’onore ed al decoro personale, ma in particolare l’ingiuria, che è stata depenalizzata recentemente e che quindi non costituisce più una fattispecie di reato, consiste nell’offendere l’onore di una persona presente, mentre la diffamazione (che continua tutt’oggi ad essere sanzionata sul piano penale) consiste nell’offendere una persona non presente, in presenza di più persone riunite.

Come si vede, l’elemento che, al livello giuridico, diversifica la calunnia dall’ingiuria e dalla diffamazione, è il fatto che l’offesa all’onore personale non è generica, ma è circoscritta nell’accusa ingiusta di avere commesso un reato.

Il reato di calunnia: cos'è e come funziona 1

L’obbligatorietà dell’azione penale

Oltretutto, commettendo il reato di calunnia, non si crea un danno solamente alla persona accusata ingiustamente. Si crea anche un danno allo Stato.

Infatti occorre sapere che l’autorità, quando viene a conoscenza che è stato commesso un reato, ha l’obbligo di procedere con le indagini, finalizzate ad accertare il fatto ed i colpevoli.

Ne consegue che, se all’autorità previene una notizia di reato infondata, la conseguente attività investigativa è totalmente inutile, poiché nessun reato è stato commesso, oppure la persona accusata non lo ha commesso. La calunnia, riassumendo, costringe lo Stato a sprecare tempo e denaro in attività inutili.

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Quando si commette il reato di calunnia

Si può commettere il reato di calunnia in due modi. Il primo consiste nella presentazione all’autorità giudiziaria o ad altra autorità che a questa abbia l’obbligo di riferire, una denuncia, una querela o qualsiasi altra comunicazione contenente l’incolpazione ingiusta. Si tratta della cosiddetta calunnia formale.

Si parla invece di calunnia materiale quando si manipolano le tracce di un reato effettivamente commesso, oppure addirittura si creano ex novo le tracce di un reato, in modo che conducano a ritenere che il colpevole sia una persona determinata o determinabile.

Si è detto determinata o determinabile, in quanto commette il reato di calunnia previsto dall’articolo 368 del codice penale, non solo chi incolpa ingiustamente una persona determinata, ad esempio facendone nome o cognome, o fornendone una descrizione fisica accurata.

Commette lo stesso reato, ad esempio, chi presenta una denuncia contro “ignoti”, quando, sulla base della stessa denuncia, le persone accusate sono facilmente identificabili, senza che siano necessarie indagini.

In ogni caso, per commettere il reato di calunnia, è necessario avere la consapevolezza che la persona che si sta accusando è innocente.

Lo Studio Legale Berti e Toninelli ha, sulla materia, pubblicato un interessante articolo che è possibile leggere a questo link.

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