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Il nuovo hard rock mondiale

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Siamo nel terzo millennio. Fra le domande inerenti al mondo della cultura musicale, per chi è appassionato di un fenomeno che non è solo musicale ma anche sociale – il riferimento va all’hard rock – ve n’è una che potrebbe suonare (…trattandosi di musica non poteva essere diversamente!) così: chi è che oggi rappresenta questo stile?

Insomma un genere così intrigante come l’hard rock avrà pure nel 2021 dei canali per manifestare la sua presenza. A questo ultimo proposito abbiamo chiesto allo scrittore, nonché cantautore, Mimmo Parisi notizie al proposito.

Allora, tu sei sempre stato interessato a questo genere, cosa ne pensi? Il cammino dell’hard rock è sempre verso l’alto?

Be’, diciamo che il mondo della musica in generale è cambiato. Anche  in maniera decisiva. Lo stesso hard rock anni fa vedeva band che immettevano sul mercato brani che diventavano in breve inni per studenti, operai, etc. Oggi tutta quella gente che identificava il proprio disagio nei vocalizzi di Ian Gillan, per esempio, si è confusa nei gruppi d’ascolto di diversa estrazione: e consumano la produzione artistica in maniera fast.

Nomi internazionali

Ci farebbe piacere sentirti citare qualche nome che porti ancora la bandiera hard rock

Il primo che mi viene in mente è quello dei Wolfmother. Dopo il clamoroso e inatteso successo del loro tardivo debut omonimo (2005), sono rimasti sostanzialmente fedeli al prediletto armamentario settantesco appena limato dal senno del primo decennio del nuovo secolo.

Il loro leader è, se non erro…

Sì, proprio lui, Andrew Stockdale. Infine è a lui che va riconosciuto il gusto di presentare un hard rock revisionista e,  in qualche modo, sintonizzato sulle nuove leve stoner e neo-psichedeliche.

Un altro nome che si distingue per l’appartenenza decisa a questo genere?

Proprio quest’anno è uscito il loro nuovo album The Battle at Garden’s Gate. Parlo dei Greta Van Fleet. I fratelli Kiszka sono giunti alla nuova prova dopo quasi tre anni di distanza dal disco d’esordio della formazione dei giovani ragazzi del Michigan, Anthem of the Peaceful Army. Se ascoltate il riff di Built by Nations, quarta traccia di The Battle at Garden’s Gate, è quasi impossibile che la mente non corra a Whole Lotta Love. Pertanto, il nuovo lavoro mostra il loro debito verso i Led Zeppelin.  

In conclusione possiamo promuovere le nuove band?

Certo,  ben vengano le nuove leve. Anche se, è inutile nasconderlo, almeno e per il momento rimangono imbattuti nomi come Deep Purple o, in Italia gente come gli Sharks che pur snobbati da certa critica, rappresentano delle risposte autenticamente italiane all’hard rock internazionale. Poi, il fatto che un vero mercato legato al genere in terra italica non esista, è un’altra questione.

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