Daniele Silvestri e i concerti di autunno

Daniele Silvestri. Immagine dal Web.

Daniele Silvestri è pronto per la sua prima avventura nei palazzetti.

Le date di inizio sono venerdì 25 e sabato 26. Quindi, il cantautore debutta con una doppia data a Roma. Il musicista ha dichiarato che gli spazi dei palazzetti – a dispetto del vezzeggiativo che li qualifica – , “Sono spazi difficili, impegnativi per l’ascolto. Per convincermi ci doveva essere un buon motivo, qualcosa che rendesse unica l’esperienza”.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che a indiziarlo verso questa prova sia stato il quarto di secolo che ricorre dai suoi primi passi in musica.  Ma l’artista ha declinato l’interpretazione. Infatti, ha precisato che, “No, no. L’aspetto autocelebrativo è quello che mi interessava di meno, anche se ho provato a dargli un senso, ma sono solo numeri…”. 

Il cantautore nato a Roma il 1968 ha assicurato di non fare mancare in scaletta, una carrellata dei brani che lo legano al passato (“sarà un sorta di lungo medley, un miniconcerto nel concerto”). Come ben sanno i  suoi fan, Daniele Silvestri arriva nell’ambito della canzone autorale presentando composizioni particolarmente originali – si citano qua e là L’uomo col megafono o Le cose in comune – e fa incetta di premi prestigiosi come il premio Volare per il miglior testo, o la Targa Tenco. Tuttavia e diversamente da molti suoi colleghi che hanno fraternizzato con ‘parole e musica’, un particolare successo personale lo riscuote come ‘escursionista’ che deborda in altre specialità artistiche.

Insomma, questo autore nel 1996 conquista la stima del regista Giuseppe Piccioni che gli fa firlmare la colonna sonora del film Cuori al verde. Dopo quell’esperienza, Silvestri riesce a incamminarsi in una vita artistica decisamente apprezzata da un ampio pubblico. È anche autore di un libro che, uscito nel 2003, richiama nel titolo – L’autostrada – la sua passione per la vita da musicista on the road. È un libro che parla della linea rossa tracciata dagli impresari, i quali ovviamente predispongono con certosina pazienza le varie tappe del musicista.

Ma il cantautore riesce anche in una situazione così prevedibile a sentire gli odori dai diversi palchi pronti ad aspettarlo con la fidata band. Il Nostro non è comunque il classico artista abbonato alla solitudine. Non per niente nel 2011 realizza un lavoro corale che vede le mani di altri autori altrettanto validi; si sta parlando di Diego Mancini, Raiz, Stefano Bollani, Pino Marino, Niccolò Fabi e perfino il compianto Andrea Camilleri, lo sceneggiatore e ‘papà’ di Montalbano.

 

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