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Quando è necessario acquistare un nuovo carrello elevatore?

carrello elevatore usato

Anche quando si ha a che fare con un carrello elevatore di alta qualità, usura o uno scorretto utilizzo possono compromettere il funzionamento ottimale del mezzo.

A risentirne sono in genere le performance e l’affidabilità del mezzo che il più delle volte necessita di un processo di ricondizionamento completo.

Il ricondizionamento dei carrelli elevatori si verifica anche quando la fase di crescita di un’azienda richiede il soddisfacimento delle proprie attività tramite l’utilizzo di un numero superiore di carrelli e si vuole puntare anche al mercato dell’usato.

Acquistare un nuovo mezzo o attingere da mezzi di seconda mano? Il dubbio rimane sempre lo stesso. Capiamo quali sono i fattori che indicano lo stato di usura di un carrello e come avviene il ricondizionamento di un parco carrelli.

I fattori di usura dei carrelli elevatori

Per la valutazione del corretto funzionamento di un carrello elevatore è importare applicare rigorose procedure di controllo. Come si fa a capire quando un carrello elevatore è usurato? Quali sono gli indizi che segnalano la necessità di sostituire il mezzo?

Il primo fattore sono le ore di impiego. A seconda del tipo di carrello elevatore è prevista una manutenzione ordinaria nell’arco delle dieci mila ore.

Queste ore non sono numeri scelti senza una ragione: in genere dopo un utilizzo tale il motore e il cambio possono necessitare di cure e revisioni (lo stesso discorso vale per i motori elettrici).

Il carrello elevatore, in genere, opera in un settore ricco di intemperie e un’alta probabilità di danneggiare guarnizioni, cuscinetti e punti di saldatura.

Altro aspetto di grande importanza sono le forche e le catene. L’usura e il grande utilizzo nel tempo porta inevitabilmente a renderle meno sicure.

In genere il buon senso prevede che la sostituzione della catena sia seguita da un controllo di ruote e rulli; se ad essere usurate sono diverse parti del montante potrebbe essere saggio sostituire il carrello.

Sulla batteria esiste un discorso a parte. Una batteria ordinaria ha un ciclo di vita di circa 2000 cicli di carica se svolta in maniera corretta e con una manutenzione appropriata.

La batteria non deve lavorare mai quando la potenza residua è inferiore al 20% perché può causare un danno sostanziale, come non si deve tenere scarica per troppo tempo.

Tutti questi fattori ci fanno capire che un controllo professionale può generare la decisione finale: riparare o sostituire? Dotarsi di un parco carrelli di seconda mano o attingere al mercato del nuovo?

Capiamo quali sono i passaggi effettuati dai tecnici verificati.

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La riparazione dei carrelli usati conviene?

Quando si richiede l’intervento di tecnici specializzati come quelli Linde Material Handling, viene applicato un processo standardizzato in tutta Europa.

Il processo di ricondizionamento dei tecnici specializzati prevede il ricambio dei pezzi unicamente con pezzi di ricambio originali.

Sono previsti anche dei bollini che certificano un “carrello elevatore di qualità certificata”. Per ottenere un ricondizionamento di qualità è quindi fondamentale svolgere determinati passaggi.

I tecnici verificati procedono in genere allo smontaggio e ad un lavaggio completo perché polvere e ruggine possono danneggiare gravemente il carrello.

La revisione riguarda uno scrupoloso collaudo che comprende un’ispezione visiva, una misurazione di alcuni dati e la prova del funzionamento del carrello.

Gli apparecchi di diagnostica permettono un controllo accurato della trasmissione e della piena potenza del motore, elementi importanti per la sicurezza e la conformità delle norme di emissioni, in particolare per i carrelli elevatori diesel.

I tecnici prendono in considerazione la sostituzione della batteria; se invece risulta ancora performante procedono ad un controllo attento del caricabatteria.

L’aspetto estetico del carrello rimane fondamentale (anche per assicurarsi che i futuri utilizzatori lo utilizzino con accuratezza). Si procederà quindi con una verniciatura completa e l’applicazione di adesivi originali del carrello elevatore.

Cosa succede al termine? La conclusione è regolata da un collaudo finale che prevede la firma del verbale di collaudo e un certificato di sicurezza. Linde, ad esempio, prevede un processo di verifica che riceve al termine l’etichetta “Qualità Certificata Linde”.

Esistono anche diversi pacchetti di revisione completa, da valutare se si decide di optare per la strada della manutenzione dei carrelli elevatori usati o se è necessario procedere all’acquisto di nuovi mezzi industriali per il proprio magazzino.

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A chi rivolgersi per valutare un ricondizionamento del proprio parco carrelli?

Se si ha a che fare con muletti usati Linde o si necessita acquistare carrelli elevatori usati bisogna affidarsi a chi sottopone i propri carrelli ad un rigoroso processo di controllo della qualità.

Solo a questo punto si potrà capire quale concessionario propone soluzioni per tutte le tasche e che permette di risparmiare nell’acquisto di traspallet, carrelli elettrici e muletti usati.

La sostituzione dei pezzi per mano di tecnici specializzati di carrelli Linde prende in considerazione unicamente ricambi originali; ogni carrello elevatore può vantare quindi l’installazione di catene e forche performanti e il ripristino completo dei dispositivi di sicurezza.

Il processo di ricondizionamento deve quindi permettere di avere mezzi perfettamente funzionanti con la sostituzione dei ricambi guasti e la manutenzione del corpo macchina con tagliandi e garanzie.

Il concessionario ufficiale Linde effettua i controlli di routine ed è in grado di consigliare la soluzione migliore e più economica: sostituire i carrelli elevatori o procedere al ricondizionamento del proprio parco muletti.

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