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5 Metodologie didattiche attive

metodologie didattiche

Quale metodologia didattica scegliere?

Nel processo di insegnamento la scelta e l’utilizzo della metodologia didattica è funzionale agli obiettivi formativi da raggiungere. Tenendo conto delle caratteristiche peculiari dei fabbisogni formativi e dalle conoscenze definite in partenza.

Un discorso specifico merita proprio la questione delle metodologie didattiche “attive” che possono essere utilizzate per la realizzazione di interventi formativi personalizzati.

Diventa basilare comprendere la motivazione del soggetto all’apprendimento. Conoscere i suoi stili cognitivi ed i tempi di apprendimento, gli interessi e tutti quegli elementi che concorrono alla caratterizzazione del suo profilo orientativo.

Individuare una metodologia formativa adeguata ed efficace nel raggiungere con successo i traguardi stabiliti dal percorso formativo.

Apprendimento e competenza

Dare valore al processo di orientamento, elaborando le informazioni dell’allievo, fornisce la possibilità di elaborare le informazioni raccolte e mettere in atto una strategia formativa adeguata.

In ambito pedagogico e andragogico nell’ambito del processo formativo da proporre, si traduce nella scelta e nell’utilizzo di metodologie didattiche attive. Ossia strategie che puntano sullo sviluppo di modelli decisionali e di analisi della realtà che vedono il discente come protagonista diretto. Soggetto attivo dotato di un’ampia autonomia nell’ambito del processo di apprendimento e di formazione.

L’allievo che sperimenta attivamente

L’opportunità da parte dell’allievo di sperimentare in un contesto formativo la propria capacità di prendere decisioni attraverso un esame attento della realtà, gli permetterà di acquisire un modello comportamentale che potrà in seguito applicare e sviluppare in una certa situazione professionale.

L’opzione di direzionare i curricula formativi dei saperi di base sull’operatività permette di conseguire risultati positivi anche sul piano della strutturazione della personalità. Sviluppo in termini di sviluppo di autostima, di consapevolezza delle proprie competenze e delle proprie possibilità. Inoltre aumenta la disponibilità ad approfondire nuove conoscenze ed utilizzare diverse strategie per interagire nel sociale.

Il fondamento della scelta dell’utilizzo delle metodologie didattiche attive è legata al fatto che per l’allievo è molto più producente sforzarsi di apprendere tecniche e contenuti per poter risolvere un compito coinvolgente e realistico, che imporre lo studio di nozioni ritenute fondamentali attraverso un uso, quasi esclusivo, della comunicazione verbale nella didattica.

5 Metodologie didattiche attive

Fra le principali metodologie attive utilizzate nella formazione, dove la promozione dell’apprendimento si manifesta attraverso la partecipazione attiva  degli allievi a situazioni ed eventi didattici appositamente programmati dal formatore indichiamo quelle più utilizzate e conosciute:

Metodo dei Casi

Analisi e discussioni di gruppo di una situazione lavorativa-tipo con problematica proposta dal formatore e scelta delle soluzioni più adeguate (nel caso la soluzione corretta non esiste e soprattutto non è prevedibile a priori come, invece, nella esercitazione di problem solving).

Role Playing

“Recita” (giochi di ruolo), di parti prestabilite di una situazione lavorativa predefinita che prevede una pluralità di ruoli professionali (colloquio tra capo e collaboratore richiesto in una data situazione; colloquio di vendita di un prodotto definito con un cliente definito; ecc.). Simulazioni dimostrative o esercitazioni “analogiche”: sono esercitazioni già “codificate” che vengono utilizzate dal docente per evidenziare fenomeni sociali, consentendogli di dimostrare alcune tesi inerenti i comportamenti relazionali.

Simulazioni di esercitazioni psicosociali

Viene assegnato agli allievi una certa tipologia di compiti, variabili in funzione dei fenomeni che si vogliono esaminare, e successivamente viene sollecitata l’analisi collettiva di quanto è accaduto per evidenziare le relazioni interpersonali che si stanno sviluppando in formazione.

Cooperative Learning

E’ una metodologia di insegnamento che intende collegare il piano cognitivo e il piano delle competenze sociali. Il Cooperative Learning ha come finalità quella di proporre un’educazione integrale e una scuola per le nuove generazioni tenendo presente la duplice domanda che arriva dal mondo del lavoro: abilitare le nuove generazioni ad essere professionalmente capaci di svolgere un’attività sempre più complessa e nello stesso tempo essere capaci di creare ambienti e relazioni tra le persone che favoriscano il benessere della persona in situazione di prestazioni di lavoro. Il Cooperative Learning rientra nel discorso inerente la formazione delle nuove generazioni e i metodi di insegnamento più efficaci per prevenire il disagio dei giovani che vivono nella scuola e il recupero di quelli che per diverse ragioni vivono ai margini della scuola, la sopportano con difficoltà, non riescono ad integrarsi in essa.

Metodo Feuerstein

Prende il nome dallo psicologo Reuven Feuerstein, si basa sul presupposto che l’intelligenza sia modificabile, a qualsiasi età e in qualsiasi fase di sviluppo. La teoria della modificabilità cognitiva strutturale si riferisce non a cambiamenti superficiali e limitati nel tempo, ma alla capacità dell’individuo dimodificarsi e modificare le proprie capacità e competenze cognitive in maniera stabile, tanto da permettergli di poter funzionare con azioni auto regolative e auto perpetuanti.

Nonostante il metodo sia nato per supportare bambini con deficit cognitivi importanti, come la sindrome di Down, in seguito si è constatato che esso poteva aiutare anche molte altre categorie di individui e oggi in molti paesi del mondo è applicato a diverse tipologie di persone quali: studenti disabili, bambini con leggere disabilità, studenti normali con scarso rendimento scolastico, studenti particolarmente dotati, studenti di cultura diversa da quella circostante, studenti ipovedenti ed ipoacustici, pazienti in riabilitazione neurologica ed anziani, adulti con compiti dirigenziali.

Conclusioni

Dalla riflessione fatta riguardo le strategie da attuare per favorire l’apprendimento, in un’ottica rinnovata, è possibile giungere alla conclusione che è possibile utilizzare una vasta gamma di proposte metodologiche di supporto alla didattica formativa ma occorre avviare un veloce processo di qualificazione e reskilling degli operatori della formazione (docenti, educatori, ecc.), adeguatamente formati per l’ottenimento degli obiettivi formativi prefissati.

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