fbpx

La gestione del credito al tempo del Covid

gestione del credito

La pandemia di Covid-19 ha causato molti danni sia dal punto sanitario, sia sul piano economico, in tutto il mondo

In Italia le cose non sono andate in modo diverso: il nostro Paese ha dovuto andare incontro sia nel 2020 che nel 2021 a mesi in cui le cifre sui morti per Covid-19 sono state elevate, e in cui l’economia è andata in forte recessione.

Per contrastare fortemente i danni alla salute dei cittadini, le autorità hanno messo in piedi un regime di misure fortemente restrittive, che hanno colpito in maniera drammatica l’economia della nazione.

Il 2020 ha visto l’Italia veder diminuire notevolmente il proprio Prodotto Interno Lordo, una misura comunemente accettata per la ricchezza nazionale

Le stime del Fondo Monetario internazionale vedono il PIL del nostro Paese calare del 12,6 percentuale nel 2020, inoltre il debito pubblico è in salita al 137% del Prodotto Interno Lordo. Infine il deficit è salito anch’esso, al 2,6%.

Queste stime economiche sono presenti in una nota riservata al rapporto sulla nostra nazione.

Intesa Sanpaolo, ha elaborato delle stime, che vedono il 2020 chiudere con un quadro pessimo sui dati economici, con l’unico settore che ha dati in crescita, quello farmaceutico.

L’impatto del coronavirus sul settore manifatturiero nell’anno 2020 è stimabile in una cifra di circa 160 miliardi di euro: un’autentica voragine, che richiederà diversi anni per essere recuperata dal nostro sistema.

L’atteso rimbalzo dell’anno successivo, il 2021, e quello dei tre anni successivi, non sono in grado di ristabilire il bilancio economico in pari in diversi settori manifatturieri italiani. Questo significa tempi duri anche negli anni a venire.

Settori molto penalizzati per la pandemia di Covid-19 sono auto e moto, con relativo peso negativo sulla filiera di tutti i prodotti fatti in metallo e del settore della metallurgia.

Altri comparti molto penalizzati sono elettrodomestici, mobili e moda.

Le aziende del credito in questa situazione hanno il compito di saper intercettare tutte le criticità, per saper cogliere l’obiettivo di evitare insolvenze.

Solo in questo modo, nel mondo del credito, si può evitare la condizione di alcuni anni fa, quando le imprese e le famiglie avevano portafogli appesantiti da tutti i crediti deteriorati.

A proposito di gestione del credito, la situazione in questi mesi di pandemia è critica: la puntualità dei pagamenti tra imprese è in continuo peggioramento, di fronte ad uno shock per il sistema rappresentato dall’emergenza.

Nel 2020, durante il terzo trimestre, sono un’impresa su tre ha saldato i propri fornitori, e con ciò rispettando le scadenze.

All’interno del Paese, le regioni in crisi per questo motivo per i ritardi pesanti delle imprese nel saldare i fornitori sono Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige.

Nel Sud gli incrementi relativi dei ritardi sono più contenuti. Comunque il Nord-Est rimane la zona più affidabile, con un 43% di imprese che saldano entro la scadenza, contro un più basso 22,6% del Sud e isole.

Primato negativo italiano a livello territoriale, lo ha la Sicilia, in testa per pagamenti oltre i 30 giorni di ritardo, seguita dalla Calabria e dalla Campania.

Sponsorizzati