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Le osterie, dove l’ospitalità è scritta nella storia

Tagliatelle al ragù in osteria

Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra un’osteria, una trattoria e un ristorante?
Pensate di trovare la stessa atmosfera e lo stesso menù, in tutti questi locali?
Se così fosse, non avrebbe senso indicarli con termini diversi.

In effetti, in ognuno di questi locali si possono notare parecchie differenze di tono e di servizio.
Le osterie hanno radici piuttosto remote e costituiscono la prima forma di ospitalità per viaggiatori e viandanti, che vi trovavano cibo e alloggio.

La parola stessa, osteria, riconduce al termine latino hospite ed è per questo motivo che si può scrivere anche hosteria, con l’acca davanti.
In tempi più recenti, nelle osterie si va per gustare un buon bicchiere di vino, accompagnato da qualche cosa da sgranocchiare, in un ambiente molto semplice, per non dire rustico.

Al contrario, nelle trattorie le protagoniste sono le pietanze, le bevande hanno solo un ruolo marginale. Il contesto è sobrio, quasi casalingo, così come la cucina che viene proposta.
Nei ristoranti si può consumare un pasto completo, lasciandosi viziare da un servizio al tavolo attento e curato.
Insomma, ognuno può scegliere il locale che più preferisce, di alternative ce ne sono, eccome.

L’osteria, un’oasi dove staccare la spina

L’osteria è da sempre un luogo di ritrovo, dove le persone si recano per sorseggiare del vino in compagnia degli altri avventori e scambiare quattro chiacchiere.

A volte, l’atmosfera diventava un po’ troppo frizzante, per via del livello alcolico raggiunto dai presenti, tanto da trasformare il contesto ciarliero in una vera e propria caciara.

Proprio per questo, certe situazioni troppo caotiche vengono disapprovate ricordando, a chi sta facendo chiasso, che non si trova all’osteria.

Eppure, le osterie possono rappresentare delle vere oasi di pace, luoghi ameni da cui lasciare fuori le preoccupazioni e lo stress di ogni giorno, dove dimenticare la solita routine, almeno per qualche ora.

Bologna, città di tradizioni e… osterie

Bologna ha origini piuttosto antiche e mantiene le proprie tradizioni con grande orgoglio.
Le osterie fanno parte del folclore della città e ne hanno punteggiato la mappa sin dal Medioevo, quando se ne contavano quasi 150.

Da allora, molte sono state chiuse ma quelle rimaste hanno mantenuto lo spirito genuino dell’ospitalità, tipico di questi locali e anche della città stessa.

Bologna è conosciuta come la grassa, per via della sua cucina ricca e sostanziosa che ha sedotto persino alcune osterie, dove oggi si possono gustare alcuni piatti tradizionali, oltre ai vini locali.

Per esempio, alla storica Osteria Fiesso evoluta in ristorante vicino Granarolo dell’Emilia, Medicina, San Lazzaro di Savena e Budrio si possono assaporare molte ricette bolognesi, come i tortellini, la gramigna e la tipica cotoletta.

Un’osteria fuori del… Comune

La frenesia delle nostre vite non ci concede tempo a sufficienza da dedicare alla preparazione delle pietanze della tradizione, che a Bologna significa soprattutto pasta fresca, tirata al matterello.
Eppure, una volta assaggiate tagliatelle e tortellini è difficile rinunciarvi.
Non resta che trovare un ristorante dove sappiano proporre queste ricette nel migliore dei modi.

Appena fuori Bologna c’è un ristorante a Castenaso, l’Osteria Fiesso, che ha fatto della riscoperta di questo patrimonio gastronomico la propria identità.

Questo ristorante a Villanova di Castenaso accoglie i propri ospiti in un’atmosfera bucolica, all’ombra di un boschetto da cui ha preso il nome.

È un’ottima soluzione per continuare a cibarsi dei piatti tradizionali, ora che le azdore, cioè le massaie sempre intente ad impastare uova e farina, sono quasi scomparse.

Perciò, fare un salto all’osteria rimane un modo per dire che si sta andando a trascorrere qualche ora in tranquillità e a gustare qualche buon manicaretto.

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