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Come trasformare una vasca in box doccia

Foto di doccia istallata dopo rimozione vasca

Trasformare la vasca in un box doccia sembra essere diventata la moda del momento, una buona percentuale dei lavori che riguardano la manutenzione ordinaria di un bagno stanno proprio in questa trasformazione.

Un po’ la popolazione comincia a non essere più giovane, e a volte anche scavalcare i 55 cm del bordo di una vasca possono costituire un ostacolo davvero insormontabile.

Tanti giovani sessantenni cominciano a pensare che non avranno sempre l’agilità di quando hanno acquistato la bella vasca idromassaggio tanto in voga negli anni ’90,  e corrono ai ripari prima che sia troppo tardi. Tanti giovani nonnini temono che non saranno sempre autonomi e allora una doccia sicuramente faciliterà il lavoro di chi potrebbe doverli assistere.

Foto del prima e del dopo di una trasformazione da vasca a box doccia

Ecco allora che gran parte della popolazione decide di trasformare la vasca in doccia. A questo punto si può scegliere di affidarsi a chi promette il pacchetto completo o si deve procedere in maniera autonoma, scegliendo non solo chi fisicamente effettuerà il lavoro, ma anche i materiali che verranno utilizzati. Ecco una piccola guida (scritta riassumendo i consigli del Blog di Edilnet sulla sostituzione della vasca con la doccia) per evitare di dimenticare qualcosa!

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1 – MISURE – Nei limiti delle vostre capacità, misurare il bagno e l’effettivo ingombro della vostra vasca. Valutate se dopo la rimozione della vasca, il piatto doccia dovrà averne le stesse dimensioni o se può essere anche più piccolo. Solitamente le vasche rettangolari hanno una dimensione di 170×70 cm. In commercio esistono piatti di queste dimensioni (solitamente in resina). Ma se volete che con questo intervento di trasformazione potete recuperare anche un po di spazio nel bagno, magari per il cestone della biancheria, considerate che anche un piatto più piccolo (120×70 o minori) sicuramente ha un’ottima dimensione per una doccia agevole. Non sottovalutate poi che mentre i piatti doccia hanno prezzi abbastanza simili anche se dimensioni molto diverse, un box doccia che supera una lunghezza di 120 cm potrebbe avere un costo abbastanza elevato.

2 – IMPIANTI – E’ bene capire in che modo potrà essere adattato l’impianto per il nuovo assetto del bagno. Lo scarico del piatto doccia dovrà essere raccordato a quello della vasca, e solitamente è un’operazione abbastanza semplice per un idraulico esperto, che dovrà solo istallare il piatto garantendo le giuste pendenze. L’ideale sarebbe trovare un piatto doccia il cui scarico non sia troppo lontano da dove è posizionato quello della vasca, ma non è sempre semplice. Potrebbe essere necessario rialzare leggermente il piatto, pertanto in relazione a questo scegliere l’altezza del piatto: meglio basso se si pensa che si deve rialzare dal pavimento, altrimenti meglio alto in resina: essendo vuoto sotto, permette una migliore gestione dei tubi dello scarico.

3 – PIATTO DOCCIA – Dopo aver capito qual è la dimensione dello spazio doccia che volete realizzare, si passa alla scelta del piatto. La loro altezza dipende dal raccordo allo scarico e pertanto sarà “decisa” dall’idraulico. Potete valutare quelli in ceramica, ma non saranno di una lunghezza maggiore di 140 cm. Esiste poi la resina (lo stesso materiale delle vasche), che pur mantentendo una buona rigidità, può coprire anche lunghezze maggiori, almeno fino a 180 cm. Esistono poi dei materiali in pietra ricostruita, solitamente con certificazioni antibatteriche e antiscivolo: di grande bellezza, possono essere colorati come pietra e possono essere tagliati in corso d’opera, qualora fossero presenti fuori squadro o irregolarità nel muro.

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4 – RUBINETTERIA – Nelle vasche solitamente è presente un gruppo vasca. Si può procedere in diversi modi, in relazione a quanto si vuole demolire:

  • MANTENERE IL GRUPPO VASCA – Si mantiene la rubinetteria esistente, istallando al posto del doccino del gruppo vasca un saliscendi o una colonna doccia. Il vecchio gruppo vasca continuerà a funzionare e si manterrà all’interno della doccia la bocca di erogazione. Unico svantaggio, il gruppo vasca è un po’ ingombrante e potrebbe dar fastidio quando si fa la doccia.
  • ISTALLARE UN MISCELATORE DOCCIA ESTERNO – Può essere istallato sull’impianto esistente del gruppo vasca. E’ meno ingombrante nella doccia e si può attaccare un flessibile per una nuova asta saliscendi o un colonna doccia.
  • ISTALLARE UN MISCELATORE DOCCIA INTERNO – Si tratta del più classico dei miscelatori. Si può istallare all’altezza che vogliamo. Unico difetto la necessità di demolire parzialmente o totalmente il rivestimento del bagno, ma si riesce a trasformare lo spazio doccia in una vera doccia.

5 – RIVESTIMENTI – Qualsiasi intervento di demolizione all’interno del bagno significa dover rivestire nuovamente pareti o pavimenti. Fortunato chi ha mantenuto un po’ di scorta dei pavimenti e dei rivestimenti usati, ma se non ne avete l’unica soluzione è tentare di completare le parti mancanti. E’ sempre difficile trovare la stessa mattonella passato qualche anno dall’acquisto, e allora, piuttosto che inserire una cosa simile non uguale, magari di diverso formato, meglio cercare una mattonella con un effetto mosaico, che riprenda i colori del bagno. Tanti bagni nuovi nascono con il mosaico nella doccia, nessuno si stupirà di vederlo anche nella vostra ex vasca! In commercio esistono anche pannelli in materiali sintetici da tagliare in loco: molto bella la finitura ma anche molto costosi.

6- BOX DOCCIA – Ne esistono di tantissimi tipi e tantissimi prezzi. Le docce di design, per un ambiente moderno, sono in vetro temperato da 6 od 8 mm, a volte non si chiudono, ma sono solo un vetro che crea una sorta di spazio doccia. Molto belle, ma comunque abbastanza costose, specialmente per le grandi dimensioni. Meno accattivanti ma comunque funzionali quelle in plastica, sicuramente sempre apprezzate dalle persone non più giovani, che temono sempre di scivolare nella doccia e di farsi irrimediabilmente male col il vetro. Valutate anche la possibilità di realizzare un nuovo muro, con l’istallazione del box in nicchia. Si tratta di un intervento più importante, ma potreste realizzare uno spazio doccia più accogliente, magari con qualche nicchia o una seduta in muratura.

7 – REALIZZAZIONE – Affidatevi alle mani esperte di un idraulico professionista per l’impiantistica e di un bravo posatore per il ripristino dei rivestimenti, oppure ad una ditta specializzata che sostituisca la vasca con la doccia. Per la scelta di un’azienda della vostra zona, è molto utile il servizio di Edilnet.it.

Il servizio permette di confrontare fino a 4 preventivi online e di poter consultare gratuitamente le recensioni lasciate dai clienti sui lavori eseguiti dalle varie aziende.  Chiedete loro un preventivo dettagliato con tutte le opere, per evitare di avere problemi in corso d’opera o peggio, dopo.

Si tratta di un intervento abbastanza veloce, che non pregiudica l’uso del bagno e può essere eseguito anche se si ha un solo bagno in casa (basta un po’ di pazienza). E’ preferibile iniziare i lavori quando si hanno tutti i materiali, solo per il box doccia meglio aspettare le misure finali a rivestimento finito.

Doccia sostituita al posta della vasca

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