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Costo di un videomaker: come calcolare il prezzo di un video aziendale

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Il numero di videomarker e di video operatori che si propongono nel mercato delle produzioni video con un servizio completo che va dalla fase creativa a quella operativa alla post produzione, è sempre crescente. Appare evidente che l’abilità di produrre dei video aziendali di ottima qualità debba avere  un certo valore e questo deve essere tradotto assolutamente in denaro.

Molto spesso, chi si propone le prime volte come videomaker è disposto a rinunciare al pagamento pur di potersi creare un curriculum ricco e credibile. Questo, però, è controproducente. Ad esclusione delle situazioni in cui si producono video per parenti e amici. Infatti i committenti sanno che ogni servizio e prodotto ha un prezzo che va pagato e che dipende dal valore attribuito dal mercato.

A questo punto va considerato che il concetto di ‘fare un video’ di per sé non significa nulla. A maggior ragione in ambito industriale, dove si sente troppo spesso dire che il video deve aver un prezzo economico, senza considerare che la competizione globale e il processo di internazionalizzazione delle imprese richiedono presentazioni aziendali costruite con un’adeguata cura dell’immagine social. Infatti il volume degli investimenti è sempre più legato alla reputazione digitale.

All’interno di questo articolo, proposto da una nota casa di produzione video, riportiamo gli elementi che vanno a contribuire alla definizione del costo di un video aziendale. E quindi come calcolare un prezzo che sia realistico e credibile.

Come si calcola il tariffario di un videomaker

Non importa se la prestazione sia gratuita o retribuita;  si deve sempre considerare che alla base del lavoro c’è il tempo, la strumentazione, l’impegno, la competenza. Questi fattori indispensabili rappresentano un investimento.
Uno degli elementi primari da considerare è la tutela e cura della strumentazione. Infatti le apparecchiature vanno trasportate, acquistato oppure noleggiate, assicurate, va fatta manutenzione, vanno revisionate e in caso riparate.

Il costo complessivo di un video aziendale include il controvalore economico del tempo impiegato, dell’impegno messo nella realizzazione del progetto, delle abilità e delle competenze necessarie, oltre al valore attribuito alle strumentazioni utilizzate per le registrazioni. In definitiva ogni elemento deve essere monetizzato.
Ci si può aiutare ricorrendo ai calcolatori presenti sul web e riferiti al mercato della produzione video. È necessario, però, tenere in considerazione che spesso questi strumenti di calcolo possono essere fuorvianti.

prezzo video aziendale
ph andre-hunter-unsplash

Video gratis

In tanti casi gli operatori video e i videomaker in genere, che per la prima volta si avvicinano al settore della produzione video, acconsentono ad erogare prestazioni gratuite o sottopagate. Progetti artistici e musicali portati a termine senza richiesta economica o che prevedono solamente dei rimborsi spese, ma che a tutti gli effetti rappresentano prevalentemente un costo per l’operatore.

In effetti chi applica questa prassi considera l’impegno messo per portare a termine i primi lavori come un investimento sul proprio personale futuro professionale, cercando visibilità e accreditamento.
Questo approccio estremamente rischioso all’ avvio della carriera comporta una serie di conseguenze dannose non solo per il singolo ma per tutto il mercato di riferimento. Infatti ogni prestazione dovrebbe implicare una giusta remunerazione. Inoltre ogni qual volta un videomaker accetta di svolgere l’attività sottocosto o gratis senza compenso implica una svalutazione dell’intero mercato. Oltretutto la conseguenza diretta di questa prassi è quella di indurre la platea di clienti ad usufruire e ricercare servizi erogati da operatori più economici, ma allo stesso tempo, meno professionali.

Questo tipo di approccio alla professione comporta, inoltre, un ripiego verso attrezzature qualitativamente più scarse, e alla mancanza di adeguate coperture assicurative che possano tutelare sia il lavoro, che le strumentazioni, che i terzi e che la clientela stessa. In riferimento alle assicurazioni e polizze sulle video produzioni  si suggerisce la lettura di un interessante articolo che tratta approfonditamente questo tema.

Fatturazione e costo orario di un videomaker

Il valore orario indica un punto di partenza per il calcolo definitivo della tariffa di un videomaker però va considerato che esiste una notevole differenza tra quelle che sono le ore realmente impiegate per la produzione del video e le ore potenzialmente fatturabili.

Queste sono estremamente variabili. Ad esempio, il tempo complessivo include le ore impiegate per preparare gli strumenti, il setting, il cast oppure si fatturano solo le ore dedicate esclusivamente alle riprese? Potrebbe essere richiesto un sovrapprezzo per la complessità, pericolosità o particolarità creativa del video commissionato.

Andrebbe considerato anche tutto ciò che viene fatto lontano dalla scena. Gli operatori video e i videomaker in genere conoscono perfettamente la mole di lavoro di mediazione, programmazione, pianificazione richiesto per la creazione di ogni singola scena.

È necessario annotare ogni ora impiegata per operazioni legate alle attività amministrative e gestionali, anche nel caso in cui vengano addebitati esplicitamente nella fattura; è eticamente corretto e decisamente molto apprezzato dalla clientela riuscire a presentare una attenta documentazione che riporti tempi e attività svolte per garantire la consegna dei video aziendali commissionati nelle diverse versioni
È fondamentale che ogni clausola relativa alla fatturazione, alle modalità di pagamento, al calcolo del costo finale e all’insieme dei servizi inclusi nel pacchetto siano ben chiariti in anticipo onde evitare controversie e incomprensioni successive.

 

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