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Internazionalizzazione delle imprese e presentazioni aziendali

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Lo Stato, le Regioni e le varie Associazioni di categoria si muovono da tempo con incentivi per promuovere le aziende all’estero: questi si concretizzavano in aiuto per la partecipazione a eventi fieristici internazionali. Ma che fare ora, quando passato l’attuale momento di emergenza sanitaria, si assisterà giocoforza a una riduzione degli eventi fieristici internazionali? E’ facile prevedere che per un determinato periodo di tempo, più o meno lungo, saranno ridotti gli eventi che riuniscono più persone, così come saranno minori i viaggi aerei.

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Senza contare le difficoltà che da sempre rendono complesso ottenere il necessario voucher a causa delle mille difficoltà burocratiche che saranno amplificate dalla difficile situazione economica.

Bandi per l’internazionalizzazione prima della crisi

I bandi che dovevano supportare le micro, piccole e medie aziende ad affacciarsi sui mercati stranieri erano semplicemente – secondo quanto contenuto negli stessi – una serie di aiuti economici che facilitavano gli espositori in fiere del loro settore; questo però non precludeva  di realizzare diverse forme di presentazione dell’azienda più tecnologiche e moderne, non eccessivamente  costose e di sicuro effetto, come i video 360 vr o le applicazioni immersive. Ma come elemento marginale.

In epoca pre-crisi si realizzavano video aziendali da mostrare negli stand in fiere internazionali nell’ambito UE o Extra Ue. Questi venivano e vengono erogati tutt’oggi su varie piattaforme, in primis il canale YouTube aziendale, ma erano pensati nella stragrande maggioranza dei casi per diventare parte integrante dello stand.

Oggi è su queste forme – telematiche e quindi asettiche – su cui bisognerà porre l’attenzione. Come mailing mirati con link ai propri video, cui far seguire campagne di recall. Come ha fatto questa azienda logistica che deve per forza rivolgersi a interlocutori non raggiungibili in fiere di settore.

video aziendali multilingua

Senza fiere come fare una presentazione aziendale?

Ricerche di Vidyard , una piattaforma di distribuzione video specializzata nel campo aziendale, dimostrano che l’85% delle imprese operanti in area internazionale considerano il video di presentazione un mezzo indispensabile nelle tecniche di marketing, anche se non il solo.

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Ma in Italia, e lo si notava  nelle manifestazioni internazionali prima, e sui canali Youtube aziendali tutt’ora, il problema viene sottovalutato: i video sono spesso di qualità inferiori a quelli dei concorrenti, cui si vorrebbe togliere una quota di mercato.Purtroppo resiste ancora troppo spesso  l’dea di convertire una presentazione Powerpoint in un video.

La ragione è riconducibile forse ancora ai bandi specifici per l’internazionalizzazione delle imprese, in cui si potevano individuare alcune voci – sempre marginali sul totale – riguardanti la presentazione dell’azienda e quindi allocare risorse ridotte sperando di ridurre la disparità con la “vetrina” concorrenziale.

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La risorsa maggiore era per la parte fisica, lo stand e la presenza in loco, e marginale per la parte legata ai contenuti. In questo articolo sulla presentazione aziendale, anzi sulla video presentazione dell’azienda, in 8 punti, si individuano i punti chiave e le criticità che possono trasformarsi in opportunità.

Presentazioni aziendali per lingue e culture diverse

Dovendo rivolgersi ad un utenza internazionale, lingua e contenuti vanno costruiti secondo la nazionalità, le abitudini, le usanze e le culture. Qui si incontrano le maggiori insidie, non solo da un punto di vista legato alla traduzione.

Se si tratta di presentazione ad indirizzo tecnologico occorre sincronizzare rigorosamente quanto si dice con quanto si visualizza. Praticamente, seppure con alcuni accorgimenti, ciascuna presentazione aziendale deve essere rimontata secondo la traccia audio, proprio perché ogni lingua ha una propria lunghezza.

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Nelle presentazioni aziendali a contenuto prettamente tecnico o tecnologico, in cui il sistema e la macchina sono il centro d’interesse, è fondamentale mantenere in modo rigoroso la sincronizzazione. E se questo può apparire semplice con le lingue indoeuropee, lo è un po’ meno con idiomi diversi, come arabo o cinese. Di seguito una presentazione aziendale localizzata in giapponese:

Per l’uso in quegli ambiti in cui non è previsto, o è limitato il sonoro, le grafiche vanno localizzate perché i video con commento vocale non possono essere fruiti appieno;  per le versioni pensate per il canale YouTube aziendale è bene realizzare versioni multiple, con voiceover multilingua. Lo stesso, a maggior ragione, se si intende fare attività di promozione per i paesi nei quali l’inglese risulta ancora poco diffuso: conviene prevedere versioni in cinese, ma anche in giapponese, russo, arabo e polacco. Con conseguenti risorse da allocare alla localizzazione.

Giuseppe Galliano Studio
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